L'impronta Del Cielo

Vai ai contenuti

Menu principale:

GLORY DAY, siamo di nuovo qui-Rizza

13 maggio 2022 e siamo di nuovo qui.
La linea della vita continua ad uscire da me ed annodarsi a numerose altre linee che mi hanno riconosciuto, si sono liberamente attaccate per poi lanciarsi verso altre strade pronte a legarsi a nuove altre linee sconosciute. Così nasce la rete e si alimenta, in ogni singolo nodo si rafforza, si sostiene. Nel tutto ciascuno è libero di andare, allontanarsi, tornare, stare, cadere e rialzarsi, morire e vivere. La rete non molla, va oltre ogni stanchezza, ogni limite, ogni tempo e ogni spazio. La rete semplicemente c’è e te ne rendi conto solo quando ci respiri dentro. Ti muovi dentro, ci sguazzi. Ridi, piangi, ti emozioni…
Il mio nodo attaccato a quello di Gloria, di Enrico, di Flavio, di Nerina, di Emilio, di Mauro, di Erika, di Fabio, di Franca, di Arianna, di Raffaella e di tutti coloro che incontro ogni giorno e che non riesco ad elencare per non escludere nessuno, che ci sono e che ci sono stati, che posso ancora toccare o con cui posso parlare solo nel silenzio, dentro ad un alito di vento, il mio nodo si amplifica raggiungendo dimensioni non umane.
Ecco perché sono ancora qui. Nuovi piccoli nodi si sono attaccati a me, meravigliosamente splendenti senza sapere di esserlo, li porto sulla scena della vita perché possano percepire quanto amore esiste là, seduto in platea, pronto ad accoglierci tutti in un battito di mani.
Siamo di nuovo qui, nuove maglie della rete.
Nel giorno del tuo compleanno terrestre….un pezzo di linea che non si spezzerà mai.

La tua mamma



La linea

Traccio la mia linea sulla pagina della vita
Ad occhi chiusi tocco il confine
Qui posso stare, lì non posso uscire: sento il limite

Ma quando ho la possibilità di muovermi in qualche modo
La linea che parte da me ti incontra
Nasce uno scambio di sguardi, di pensieri.
Se ti fidi, il mio sentire diventa il tuo,
Il tuo il mio.

La linea che io sono la passo a te, a tutti voi
E’ la linea della vita, sulla pagina e nel mondo
ABBIATE CURA DI LEI
MA PRIMA…CHIEDETEMI COSA MI PIACE


“Non posso pretendere di essere cura per gli altri se prima non ho cura di me stesso. Non posso pretendere di aver cura di me stesso se non mi connetto con il mio IO interiore. Chi sono, da dove vengo, dove andrò…
Se trovo resistenza, se sento disagio, se il fuori mi disturba perché il mio dentro è troppo “pieno” e mai lo ascolto e mai RESTO in ascolto, allora è il momento giusto per cavalcare tutto questo senza scappare, senza nascondermi. Mi domando:” Dove mi trovo? Da dove riparto? Come mi sento e COSA SENTO?
Ecco:” IO RIPARTO DA ME”, VERSO TE
m.i.d.a.


“Lontani, ma non altrove”. Così è stato per tutti noi. Così il mio silenzio nel web. Così gli aggiornamenti assenti.
“Lontani, ma non altrove” calza con la presenza nell’assenza. Tutto questo è stato concretizzato, vissuto ed ha portato ad un lento risveglio verso la consapevolezza di un nuovo processo vitale, quella metamorfosi al contrario che ti spinge indietro, nel bozzolo, per farti rinascere ancora una volta, una volta ancora, per sempre.
Sono di nuovo qui, ricca di vitalità rinnovata. Ho svuotato il pieno per creare spazi più ampi e in questo divenire ho navigato mari a distanza che mi hanno fatto approdare a ciò che sono: poesia nascosta.
Durante questa strana estate 2021 sono sbarcata nel mondo del Metodo Caviardage ® di Tina Festa.” Trovare la poesia nascosta. Educare alla bellezza”, così recita il titolo del libro da lei scritto, edito da La Meridiana , Partenze, maggio 2021.
Un libro che mi accompagna nella vita e le cui pagine mi illuminano come un faro nel caos che sta fuori da me e in me.
Poi gli incontri a distanza, da nord a sud dell’Italia, da est a ovest per raggiungere le lontane isole. Visi, cuori, voci, anime che abitano case, accompagnate con professionalità e umanità da docenti nel complesso viaggio della riscoperta del sé, nella connessione con il proprio dentro, mantenendo il contatto con tutto ciò che arriva da fuori.
Trovare la poesia nascosta, riscoprire la bellezza che c’è, perché c’è ancora, tra le parole ingiallite dal tempo, parole che ritrovano un respiro nuovo e sempre diverso perché rispondono al cambiamento che io sono nel mondo.
Il potere delle parole, la meraviglia del creare, il coinvolgimento emotivo e tanto, tanto coraggio nel raccogliere i frammenti di me, ricucirli e pennellarli con l’oro della cura, come un “kintsugi di parole” che trasforma ogni crepa, ogni cicatrice, in qualcosa di unico e irripetibile. Ecco cosa sto per diventare: un “kintsugi vivente”.
Villafranca, 4 ottobre 2021




 
Torna ai contenuti | Torna al menu